Perchè Starbucks non è presente in Italia

By Philapple

Introduzione
Quando Howard Schultz è diventato presidente di Starbucks questa non contava che la vendita di pochi caffè e una dozzina di store in giro negli Stati Uniti.
Meno di venti anni dopo però Strabucks è diventato un dei brand più famosi dell’America, esso infatti conta più di 12,000 store sparsi nel mondo, 140,000 impiegati e un capitale di circa 27 milioni di dollari.
Considerando il grosso successo ottenuto dall’azienda e il fatto che questa sia oramai presente in quasi tutti i paesi del mondo una domanda sorge spontanea: Perchè non anche in Italia?

La cultura italiana del caffè
Il vero punto di svolta di Starbucks avvenne quando Howard Schultz visitò l’Italia verso la metà degli anni 80.
Egli infatti rimase molto meravigliato dell’atmosfera che trovò in molti bar: persone che parlavano fra loro come se fossero stretti amici e baristi che preparavano una tazza di caffè con il sorriso stampato sulla faccia.
Schultz ha subito compreso che l’idea avrebbe avuto successo anche negli Stati Uniti, se fosse riuscito a esportarla.
Il modello di Starbucks ha dunque certamente assorbito alcune caratteristiche della tradizione Italiana del caffè ma è stato basato sulla società americana. Dunque malgrado l’ispirazione sulla cultura Italiana è molto probabile che questo modello non funzionerebbe anche in Italia.
L’esperienza del caffè in Italia è molto più personale e intima di quella che può offrire un qualsiasi Starbucks Store.
Pensate anche solo alle tazze di plastica, gli italiani di sicuro non le gradirebbero.
Perchè? Perchè non prendono nemmeno in considerazione la possibilità di portare il caffè fuori dal bar e berlo mentre stanno guidando o camminando.

Perchè Starbucks rischia la sua immagine?
Se fosse veramente solo per questo, perchè Mc Donald’s e Burger King, due grandissime catene di Fast Food, non sono fallite e hanno ottenuto un discreto successo anche nel nostro paese?
Starbucks forse potrebbe entrare nel mercato italiano attraverso una nuova strategia, dimostrando che i suoi prodotti, il suo caffè, sono buoni almeno quanto quelli italiani.

C’è una semplice ragione per cui Starbucks non fa questo: le possibilità di avere successo sono molto minori di quelle di fallire e in questo caso non solo l’azienda perderebbe molti soldi ma il suo marchio ne uscirebbe fortemente compromesso, la sua immagine sarebbe danneggiata.

Il businnes si Starbucks è stato ispirato dalla tradizione italiana.
Starbucks ha successo non solo perchè vende dell’ottimo caffè ma perchè aggiunge a questo un’esperienza affascinante.
Quando prendete del caffè da Starbucks non prendete una semplice bevanda ma un po’ di Firenze, un po’ di Roma, ….
Ora, immaginate cosa succederebbe se la gente leggesse sul giornale che Starbucks sta avendo difficoltà a vendere il suo caffè in Italia, paese che l’ha ispirata…

Conclusione
La decisione di Starbucks di rimanere fuori dal maercato italiano potrebbe essere considerata corretta per il marchio e il prestigio dell’azienda che, in caso di fallimento, sarebbe di gran lunga compromesso.

[Via Innovation Zen]

31 Responses to “Perchè Starbucks non è presente in Italia”

  1. st Says:

    :-(

  2. Cristian Says:

    Che notizia tristissima… :(
    Vorrà dire che continuerò a bere il caffè americano fatto in casa con apposita “macchinetta”.

    P.S.: chi avrebbe mai pensato di trovare un blog “italiano” su Starbucks

  3. davide Says:

    no….non ci credo un blog su starbuks!
    cmq sono sempre in caccia !
    appena posso ne apro uno……..bello come quello di VANCOUVER, che mi ha fatto sognare !
    pensa un po’ la coincidenza. Io invece ho fatto il ragionamento opposto a quello di Mr Schultz !

    un saluto a tutti gli amanti del caffe’ nel bicchiere di plastica , seduti comodamente su un divano ad ascoltare musica jazz e che si mangiano muffin incredibilmente grandi e buoni!
    davide

  4. Roberta Says:

    peccato che a Roma non c’è starbucks, tutte le volte che vado all’estero una delle prime cose che faccio è cercare un starbucks e gustarmi un FAVOLOSO frappuccino con un muffin!!!!!!!! Apritelo anche da noi!!!!!!!!
    Roberta

  5. le Malvestite » Blog Archive » Starbucks malvuccino Says:

    [...] comprensibile che il megadirettore si sia fatto degli scrupoli, a portare i suoi beveroni iperglicemici nella [...]

  6. GiULiA Says:

    NOOOO ma mr Shutlz nn ha capito niente: ora tutti viaggiano, tutti quelli che sono andati almeno una volta a londra, barcellona, New york, Berlino o in qualunque città in cui ci sia Starbucks non lo dimenticano e lo vogliono anche qui. Non potrebbe mai fallire. Io personalmente ho bisogno di un frappuccino & muffin :D la manderei avanti io sola la catena italiana di starbucks!!! BaCi

  7. Cla Says:

    Io adoroStarbucks e i suoi duble chocolate muffin,pero’ quando vado all’estero!Lasciamo li’ dove sta,qui sarebbe decisamente un affronto ai nostri bar e al nostro caffe’!! Poi l’America ha dato già abbastanza fastidio,no?

  8. Marc Says:

    Ragazzi siete proprio dei modaioli!
    Starbucks e’ una moda, una multinazionale senza coscienza e rappresenta il nemico di ogni piccolo bar e barista!
    Starbucks e’ la morte del vero caffe’ italiano! Non ne bevo tanto, ma sappiamo tutti che il caffe’ italiano e’ meglio di Starbucks!

    Ma stiamo scherzando? Questo e’ assurdo, e’ come vedere in Svizzera un blog della cioccolata Milka (ma vogliamo mettere l’imitazione viola con la vera cioccolata Svizzera tipo Lindt?)
    L’italia ha cosi’ poco da offrire al mondo… Una delle cose buone e’ il caffe’ e voi modaioli americanizzati volete seppellirlo a favore di una bevanda consumistica e della meta’ del sapore che per di piu’ costa 5 volte piu’ di un buon caffe’ italiano? Ma stiamo male?

    Stabucks per il caffe e’ come Ikea per i mobili! Certo bei mobili, convenienti, carini, esterofili, di moda, ma tutti i falegnami locali falliscono a causa di Ikea!

    Non voglio fare il “no-global” della situazione. Vivo a NY da piu’ di un decennio e nonostante mi piaccia il Frappuccino (come bevanda dissetante, piu’ che come caffe’) evito Starbucks il piu’ possibile!

    Concludo dicendo solo una cosa:
    se avete fegato, coerenza, coraggio e intelligenza per una buona lettura leggetevi il libro “NO LOGO” della scrittrice Canadese Naomi Klein (disponibile in Italiano in tutte le librerie in italia) e capirete molto di come Starbucks funzioni e cosa sia veramente!

  9. Cristian Says:

    @Marc
    Ma se a me piace il caffè stile Starbucks mi devo uccidere? E prima di farlo mando una lettera a tutti i bar italiani con scritto “MI SACRIFICO PER VOI!”
    Vivi da 10 anni a NYC ma ancora la pensi da italiano …ista! (vedi com…, stat…).
    Però non leggo la polemica circa il caffè espresso che sempre da Starbucks si può bere…

  10. ]3lizzard Says:

    ma infatti. Se uno vuole l’espresso da starbucks lo trova e non e’ neanche male. Il problema potrebbe essere il prezzo ma e’ difficile fare paragoni visto che all’estero l’espresso costa moltissimo ovunque.

    Il problema reale e’ per chi come me:
    1) non ama l’espresso ma ama il caffe nelle sue altre molteplici forme
    2) vuole berlo seduto con comodita’ e non facendo gomitate al bancone cercando di ingurgitare in 2 nanosecondi del liquido bollente.

    Poi non venite a parlare di qualita’ italiana quando in italia hanno successo notevole cose che non sono tanto dissimili da starbucks tipo l’eraclea; che pure ha costi notevoli.

  11. nooo Says:

    no no e no.
    starbucks è tipicamente americano.
    il caffè fa schifo,lo so,ma a me piacciono i frappuccini.
    ma in italia è impensabile. è come sostituire le nostre buone granite con quelle disgustose che vendono in america alla fanta amarena o mirtillo. speriamo si cambi idea,che non lo metteranno mai. è americano e in america resta,se uno vuole imbottirsi di quelle schifezze (me compresa,non crediate,adoro i frappuccini),se uno vuole gustarsi un frappuccino al tè verde e ribes come ho fatto io e come fanno in tanti andate all’estero. non è niente di speciale. pensate se ci fosse la massima globalizzazione: cosa si viaggerebbe a fare?
    spero almeno che un paese conservi le sue caratteristiche,che siano abitudini malsane e non.
    credo poco che agli italiani piaceranno le bibite che vendono là,come il dr pepper.
    macy’s,abercrombie,wendy’s,jack in the box ecc,spero che queste catene non espatrino solo perchè lo vuole una stupida moda come quella del bicchierone (molto figo eh,che in america ti scrivono pure il nome) a cupola dello starbucks.
    altrimenti ci ritroveremo tutti a bere schifosissime acque chimiche al cloro schifose quali dasani,arrowhead o aquafina e chi più ne ha più ne metta. rinunciando all’italianità per seguire il trend americano,se ve la sentite trasferitevi!(io lo farei subito,non crediate.)

  12. ]3lizzard Says:

    io invece non capisco, se uno non gli piace non ci va, no? perche’ togliere il diritto a qualcuno di “avvelenarsi” o di fare scelte diverse.

    Per fare un paragone l’Italia e’ il paese anche della pizza e giustamente non c’e’ pizza hut (che per inciso fa una pizza pessima) ma poi c’e’ il paradosso della esistenza di spizzico (che fa una pizza altrettanto pessima) eppure e’ una catena che ha successo. Che poi per inciso pizza hut non c’e’ perche’ e’ sempre autogrill spa a detenerne il marchio e visto che ha anche spizzico non vuole concorrenza interna.

    Che poi chiarisco: io non mi riferisco solo a starbucks. in germania ho provato almeno 3 catene (starbucks, balzac coffe e worldcoffe) e sono tutte ottime.

  13. Dove fa colazione un Geek? « Geekmarketing Says:

    [...] blog è una piccola chicca, e solleva un tema sul quale rifletto ormai da moltissimo tempo: perché non portare Starbucks anche in Italia? Anche [...]

  14. Lorenzo Grossini Says:

    Non ho una grande esperienza dello Starbucks, ma appena mi ricapita di andare all’estero (dannato lavoro :) ) mi ci fiondo così riprovo il frappuccino, magari stavolta non mi prendo quello large che in dicembre non è il massimo, e provo pure sti muffin. Cmq per me il caffè italiano “rulezza di bella” anche se ogni tanto una divagazione sul tema ce la si può anche concedere. (leggi mc donald’s o Burger king) anche se non riesco a capire come abbia mai potuto prendere piede spizzico in Italia…

  15. ale Says:

    anke io voglio starbucks…. è tr bello…. poi l’atmosfera è accogliente… arrivi ordini, ti kiedono il nome, preparano la bevanda e te la danno poi puoi personalizzarla con cacao, cannella… uffi starbucks anke in italia!!!! ce l’hanno anke in spagna… dai a ke livello siamo… anke la spagna è + avanti di noi!!!!!!!!!!!!

  16. Alessia Says:

    Io credo che se Starbucks volesse aprire dei punti in Italia, avrrebbe bisogno di un adattamento. E’ vero che la concezione della tazzina di caffè qui è diversa, ma è anche vero che noi italiani quando andiamo all’estero ci tuffiamo subito da Starbucks, quindi vuol dire che ci piace. Basterebbe solo educare gli italiani al culto del caffè un po più internazionale, anche perchè con tutte le bevande che ci si possono ricavare, delle volte il nostro espresso e veramente riduttivo!

  17. giorgia Says:

    ma è possibile chiedere la licenza in italia?

  18. Ecco svelato perchè Starbucks non c'è in Italia « Blog di un Blogger Says:

    [...] Post: Perchè Starbucks non è presente in Italia | Gli italiani ed il loro rapporto con il caffè | Starbucks arriverà in [...]

  19. Lorenzo Strambi blog » Blog Archive » Lo zen e l’arte del caffè Says:

    [...] un tipo di negozio come quello non è ancora presente in Italia? Una risposta cerca di darla Starbucks Geek, un blog italiano tutto dedicato a Starbucks.Mentre sul blog di Kir’Shara trovo la notizia [...]

  20. Una chance per Starbucks — Kurai - Il Blog di Federico Fasce Says:

    [...] nel nostro paese per motivi di puro marketing (per una panoramica completa vi rimando allo stesso Philapple o, se avete dimestichezza con l’inglese, a Matteo [...]

  21. elisa Says:

    Non è giusto che io che voglio andare da starbucks debba andare a barcellona…. cavoli,… secondo me se ne aprissero uno a milano o a roma darebbe furore…

  22. mirko Says:

    Son statto a new york e Satrbucks mi manca da morire! Sul serio. prima o dopo il cinema , per un appuntamento, prima o dopole lezioni all’università…… e mille altre occasioni.
    io capisco i timori di un grande gruppo . preoccupazioni a livello di soldi ed immagine ma perchè non considerare l’idea in una città come Firenze, Roma , Milano. Un punto vendita in centro, dove gravitano migliaia di turisti e studenti stranieri che farebbero il traino ai più “tradizionalisti” nostrani. Puntare inizalmente su quello. Starbucks i miss you so much!!!

  23. geli Says:

    ho un’idea!!se il loro problema è la paura di fallire in italia perchè non facciamo una petizione?una raccolta di firme sul web che faccia capire in quanti e in quali città c’è grande approvazione e voglia di frappuuuuccino!magari se Howard vede che siamo in tanti a volerlo in italia cambia idea!secondo me diventerebbe subito un locale fashion,io non lo vedo assolutamente il rischio fallimento…

  24. Cosimo Bisetto Says:

    Non sono mai stato da Starbuck, comunque so che il marchio è attualmente di proprietà del Gruppo Autogrill, e penso sia questo il motivo per cui non venga importato anche in Italia, se ci fosse stato un qualsiasi interesse economico sarebbe già arrivato da tempo.

  25. ]3lizzard Says:

    bella l’idea della petizione!!

  26. Jazzman Says:

    Solo per aver imbastardito orribilmente la parola italiana “cappuccino” questi non meritano di mettere piede sul suolo italiano. Solo perché spacciano per “italiane” le loro brodaglie immonde, questi meritano che gli venga fatta la guerra preventiva.

    A chi chiedeva più sopra “Ma se a me piace il caffè stile Starbucks mi devo uccidere?” mi verrebbe quasi da rispondere di sì. Ma poi il mio lato buono prende il sopravvento e allora dico: “Uccidere no, ma puoi sempre trasferirti (partire è un po’ morire…), visto che non meriti di stare in questo paradiso alimentare che è l’Italia”.

    In questo Paese abbiamo i migliori cibi e le migliori bevande del mondo. Se preferite cibi e bevande di MERDA, gli USA sono da quella parte.

    <——————–

  27. RobiG Says:

    Non capisco quelli che dicono “Starbucks c’è in tutto il mondo noi italiani come al solito siamo indietro”, ma secondo voi è giusto che il mondo sia tutto uguale? Ovunque vai trovi le stesse catene di multinazionali, ormai si tende a perdere l’originalità di un luogo. In Italia esistono i bar, e non è vero che nei bar italiani devi prendere un caffè in 30 secondi, se hai fretta si, altrimenti puoi sempre sederti al tavolino a leggere il giornale! Io rimango affezionato al classico “Bar Sport”, quello descritto nel libro di Stefano Benni o nel film di Lino Banfi, e se aprissero mai uno Starbucks a Milano gli preferirei sempre la buona Torrefazione di via Porpora. E poi quelli che vanno all’estero e vanna da Starbucks…..che tristi! Quando sono stato a Lisbona sono andato nella mitica Pasticceria di Belèm ad assaggiare i lusitanissimi pasteign (non penso si scriva così!) mica in uno Starbucks a mangiare un muffin!

  28. Free Coffee Samples Says:

    Free Coffee Samples

    I couldn’t understand some parts of this article, but it sounds interesting

  29. almagesto Says:

    perchè nn aprono altre catene cosi sperimenteno x prime e li bruciano sul tempo? Balzac caffè è altrettanto buono se nn di più

  30. almagesto Says:

    e poi tra il cappuccino e cornetto con la crema del mio bar e il frappuccino con muffin non c’è proprio gara

  31. giacomo lorenzetti Says:

    Amici Starbucks non apre solo perchè ha ceduto i diritti di franchising alla Autogrill che può farli aprire, credo, quando vorrà e soprattutto quando le converrà.

    Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Starbucks

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